Questa è la newsletter che parla di libri e di patente ma che non ha ancora un titolo, nonostante abbia già compiuto due anni abbondanti... vuoi aiutarla?
Libri, patente, un po’ di musica, un po’ mare e di piccole cose che ci danno respiro dalla vita quotidiana, nuovi progetti (oh sì, ne ha uno bello fresco da presentarvi proprio oggi!). Se ti va, lasciale un suggerimento nei commenti per trovare il titolo giusto.
Non scrivo da troppo, i giorni in cui mi sembrava di avere qualcosa di interessante da condividere non mi hanno dato tregua, e quando ho avuto tregua mi sembrava di avere un grande buco nero in testa. Per questo, adesso che sto scrivendo, mi sembra di aver appena rivisto un’amica dopo tanto tempo: ho un sacco di cose di raccontare, le vorrei raccontare tutte subito, e non vedo l’ora, e saranno sicuramente confusionarie e veloci e disordinate. Ma sono felicissima di provare a mettere in fila queste righe.
Pront* a mille refusi e a una grammatica discutibile?
Si va!
Trecento
The untitled newsletter che stai leggendo (magari la chiamerò così, perché ormai é una sua caratteristica distintiva) é arrivata a trecento iscritti, ed è davvero molto felice. Le sembrano tantissimi, soprattutto perché negli ultimi tempi non è costante, e mai avrebbe pensato di arrivarci quando è partita, due anni e qualche mese fa. La leggevano solo una decina di persone - che sono ancora qui a supportarla: sapete chi siete, prendetevi un grande grazie!- e già le sembra un mezzo miracolo… figurati adesso!
The untitled newsletter ti ringrazia e ti manda un abbraccio da lontano; le piacerebbe crescere ancora, non per i numeri ma perché le piace essere letta e soprattutto conoscere il bellissimo popolo di Substack. Se vuoi aiutarla, falla girare!
Un’intervista
Spesso rimpiango la mia prima vita, quella che mi ha vista studentessa della facoltà di Lingue e culture europee: ho iniziato a entrare nel mondo dell’autoscuola subito dopo la laurea, ma non ho mai smesso di essere appassionata del mondo là fuori, e dell’idea di poter comunicare con chiunque lo abitasse grazie ai miei studi.
Agnese Baini, grande appassionata ed esperta di libri che scrive Matilda, mi ha fatto un regalo stupendo: un’intervista in inglese nell’ambito del progetto europeo Weframeproject. Il progetto si occupa di questioni di genere da un punto di vista intergenerazionale, e sul sito potete trovare tanti interventi di donne meravigliose, riguardanti temi diversi.
Piccolo spoiler: parlando con Agnese, non ho potuto fare a meno di citare Annie Ernaux, figura chiave per questioni di genere e autrice di uno dei miei libri preferiti del 2025, Memoria di ragazza.
Se vuoi sentire un inglese un po’ arrugginito e zoppicante (ma c’è anche un comodo riassunto e possibilità della traduzione in italiano), condito da qualche chiacchiera su guida e indipendenza femminile e ricoperto da qualche consiglio libresco (insieme a tanto, tanto cuore), eccoteli serviti.
Un racconto
Qualche mese fa scrivevo una puntata della newsletter che si intitolava proprio così: un racconto.
Ho partecipato a un concorso letterario, spinta da qualche frase di incoraggiamento di amici e amiche, da un periodo lavorativo piuttosto tranquillo e da un momento personale particolarmente felice.
Nel momento in cui ho inviato il racconto, insieme a tutta la documentazione necessaria, ho provato una grande emozione. Non avevo nessuna ambizione, in fondo era il mio primo racconto. Non ho mai pensato di poter arrivare nei primi tre posti, ma ero comunque al settimo cielo per aver avuto il coraggio, finalmente, di confrontarmi con un pubblico (giuria) che non fosse quello di Substack, che un po’ mi vuole bene e forse parteggia troppo per me. Ho iniziato a vedere le lacune nella mia scrittura, ed è stato il primo grande passo avanti: se vedi gli errori, sei sulla buona strada - mi dicevo.
Come da previsione, non sono arrivata tra i primi classificati, e questo mi ha fatto pensare che le lacune che avevo visto in effetti c’erano, e che avrei dovuto lavorare ancora un po’ prima di riprovare.
Poi, in un gelido pomeriggio di gennaio, qualche vicino mi ha lasciato davanti alla porta di casa una busta: l’avevo già vista nell’androne, ma non aspettavo nessun pacco, quindi semplicemente le sono passata davanti varie volte con un’alzata di spalle, senza preoccuparmi di controllare.
Aveva preso freddo, pioggia e umidità, era talmente sgualcita che non sono riuscita a leggere il mittente; l’ho aperta con fare sospetto, pensando a chi potesse avermi spedito qualche libro - e soprattutto perché.
Quando l’ho aperta, la sorpresa: una piccola antologia dei racconti segnalati (oltre ovviamente ai tre racconti vincitori) del concorso letterario dell’anno scorso.
E si, c’era anche il mio! Ero incredula, emozionata, su di giri, sorridente, accaldata, felice e poi ancora incredula. Il mio esperimento di scrittura, nonostante le lacune, é arrivato fin lì, su un libro vero e proprio, perché qualcuno ha trovato che non fosse poi così tanto claudicante.



Cosa dici, ti va di leggerlo e dirmi cosa ne pensi in una delle prossime uscite?
Novità
Il progetto PatenteLab ha iniziato l’anno piuttosto bene, e grazie ai feedback delle persone che lo seguono ha intenzione di non fermarsi.
Il primo percorso di gruppo on line con Marianna Martini, psicologa del traffico, per chi ha la patente ma ha paura di guidare è già in corso: le partecipanti sono particolarmente determinate e pronte a mettersi in gioco, ci siamo emozionate quando ci hanno raccontato le loro storie durante il primo incontro, e non vediamo l’ora di proseguire questo primo viaggio del 2026.
Se anche tu hai chiuso la patente in un cassetto scrivimi, il secondo percorso di gruppo partirà il 16 febbraio!
Ma adesso largo alla prima novità del 2026:
Cosa faremo in questo Club? Impareremo a prenderci cura della nostra auto, a capire i possibili problemi legati alla parte meccanica, a fare il pieno senza spendere una fortuna, a sapere cosa controllare per guidare in sicurezza.
Ma soprattutto, lo faremo dal vivo!
In questo Garage per sole donne ci sporcheremo le mani: apriremo cofani, cambieremo tergicristalli, parleremo di spie, impareremo una nuova lingua, per essere più tranquille, non dipendere da nessuno e non sentirci a disagio davanti a un meccanico. E poi andremo al supermercato. una spesa di prodotti per la nostra auto, per tenerla sempre in buone condizioni e renderla accogliente, il nostro angolo di pace in mezzo al caos della strada.
LA PRIMA EDIZIONE TI ASPETTA SABATO 14 FEBBRAIO A MODENA
Se vuoi più informazioni, o se vuoi portare Girl Garage Club nella tua città, scrivimi subito!
Puoi farlo anche su Instagram, seguici su @Patentelab.
Se i progetti di PatenteLab ti piacciono o conosci qualcuno che potrebbe essere interessato, condividi le newsletter con più persone possibili: l’obiettivo è quello di fare in modo che tutti e tutte possano guidare in sicurezza e tranquillità, che la patente non sia solo un pezzo di plastica ma diventi uno strumento di autonomia e indipendenza personale, che l’educazione e il buon senso diventino la normalità su strada.
Grazie a tutti per essere qui. In questo piccolo spazio mi sento davvero a casa… anche grazie a voi!


