Chissà se questa è la volta buona: sto cercando di scrivere questa prima riga da quindici minuti, come questa newsletter da due settimane. Fa tutto parte di questo principio d’estate che non estateggia: idee che mi sembrano bellissime perdono consistenza dopo un paio d’ore, giornate che avevo immaginato scoppiettanti e pieni di vita - come me le ero immaginate durante i lunghi mesi invernali - sono lente e faticose, sotto alla cappa asfissiante del caldo della pianura padana, alcune incombenze mi tengono ancora lontana dai miei luoghi del cuore, insieme a qualche episodio degno della vita del ragionier Ugo Fantozzi.
Allora leggo: e, visto che ho inanellato una serie di letture - a mio gusto- degne di nota, consiglio. Perché qualche bella parola può sempre salvare dai periodi un po’ così. Sottolineo e faccio orecchie alle pagine, metto da parte tutto, faccio scorta per quando tornerò spumeggiante come un’estate al mare, come un tuffo nell’azzurro, come le onde che si infrangono sugli scogli, col profumo di crema solare nell’aria e il sale sulla pelle.
COSA HO LETTO NELLE ULTIME SETTIMANE
CHIARA BARZINI, L’ultima Acqua, il sogno perduto di Los Angeles, Einaudi.
Un saggio sulla nascita della città di Los Angeles, sulle sue acque rubate. E mentre si parla della costruzione di una diga, si parla anche di illusioni, di visioni, di percorsi a ostacoli, di amicizia, di sogni infranti e di coraggio.
“La magaritudine è un atteggiamento che ti spinge a infondere poesia alla vita anche quando di poesia non c’è traccia, a non perdere le speranze anche nei momenti in cui gli dèi pronosticano distruzione e apocalisse, a rimanere tenacemente idealisti mentre si affrontano le peggiori insidie della vita adulta. gran parte della nostra collaborazione si basava sull’accordo reciproco che le fantasie di fuga e i sogni utopici erano importanti e facevano bene al cuore, anche se sospettavamo potesse avere un prezzo.”
E ancora:
“Scrivere una sceneggiatura non è come vendere un pro-dotto. Si tratta di creare un tessuto connettivo tra le voci nella nostra testa e le immagini sullo schermo, forse l'opposto di quello che ho fatto io con il film e con il Regista, cercando rassicurazioni e conferme. E questione di perseveranza e tenacia, ma anche di permettere alle cose di emergere per quello che sono. Bisogna lasciarle sgorgare spontaneamente come l'acqua dalle Sierras. Alla fine è lei a scegliere i sentieri da forgiare e le dighe da squarciare.”
2.PIER VITTORIO TONDELLI, Biglietti agli amici, Bompiani.
Un piccolo gioiellino che ho letto in mezz’ora e che non voglio stare a presentare troppo, perché le parole di Tondelli parlano da sole: c’è tanta disperazione, ma anche sesso, amore e gioia di vivere.
“Vedere il lato bello, accontentarsi del momento migliore, fidarsi di quest'abbraccio e non chiedere altro perché la sua vita è solo sua e per quanto tu voglia, per quanto ti faccia impazzire non gliela cambierai in tuo favore. Fidarsi del suo abbraccio, della sua pelle contro la tua, questo ti deve essere sufficiente, lo vedrai andare via tante altre volte e poi una volta sarà l'ultima, ma tu dici stasera, adesso, non è già l'ultima volta? Vedere il lato bello, accontentarsi del momento migliore, fidarsi di quando ti cerca in mezzo alla folla, fidarsi del suo addio, avere più fiducia nel tuo amore che non gli cambierà la vita, ma che non dannerà la tua perché se tu lo ami, e se soffri e se vai fuori di testa questi sono problemi solo tuoi; fidarsi dei suoi baci, della sua pelle quando sta con la tua pelle, l'amore è niente di più, sei tu che confondi l'amore con la vita.”
ESHKOL NEVO, La simmetria dei desideri, Gramma Feltrinelli
Un’amicizia lunga una vita, quattro persone con i loro pregi, difetti, i loro momenti irrinunciabili e i loro litigi; ma soprattutto con le vite che avanzano a ritmi diversi, e i desideri di ognuno che cambiano nel tempo, ma nonostante tutto continuano a correre vicini. Attenzione alle lacrime (ma si ride anche tanto!)
“Ecco, proprio questo è il problema con il modo di vivere occidentale, ci ha spiegato Ofir in tono tranquillo. Ci poniamo delle mete, e ne diventiamo schiavi. Siamo talmente impegnati a raggiungerle che non ci rendiamo conto che nel frattempo sono cambiate.”
E ancora:
“Ritorna, gli chiedo durante i miei turni (gli parlo ad alta voce, non m'importa che i suoi vicini di stanza mi sentano).
Ritorna, sei l'amico migliore che abbia mai avuto. Sei stato tu a insegnarmi cosa significa essere un amico. Senza di te, ho paura di dimenticarmene. Tu mi conosci da prima che mi guastassi. E ogni volta che sto con te mi sento un po' riscattato. Tu vedi attraverso tutte le mie maschere, e senti nelle mie parole esattamente quello che riesco a nascondere con esse dal resto del mondo. Ritorna, qui è triste senza di te.”
ALCIDE PIERANTOZZI, Lo Sbilico, Einaudi
Un libro quasi completamente autobiografico, dove l’autore descrive la sua malattia mentale. Sono pagine molto coraggiose, che aiutano a scavare, a capire, a farci vedere come un po’ tutti riusciamo a vedere lo sbilico… e l’italiano, che meraviglia! ogni singola parola è ricercata, mai lasciata al caso, spiegata.
“Le parole, per i matti, sono feconde. Io ne conosco tantissime, perché sono l'unico strumento che mi consente una ricostruzione degli eventi fededegna. Sono sempre in cerca di parole assolute, che mettano il guinzaglio ai pensieri, che facciano un po’ d’ordine nella scompagine che ho in testa. Ogni giorno le cerco nei dizionari, nei libri antichi, nelle traduzioni, e ne faccio dispensa.”
Se li avete letti anche voi, ditemi se vi sono piaciuti e cosa ne pensate!






Grazie per avermi rinnovato il bellissimo ricordo del libro di Eshkol Nevo, e per avermi acceso quello futuro per Pier Vittorio Tondelli, che da troppo tempo rincorro e ora mi sa che inizierò proprio da "Biglietti agli amici".